La 97. Notte degli Oscar, che si terrà domenica sera nella consueta location del Dolby Theatre di Los Angeles (diretta tv su Rai1 e RaiPlay) si preannuncia come una delle più controverse, discusse e incerte di sempre. Tutto ciò a causa degli scandali e delle polemiche che, attraverso dossieraggi e campagne di delegittimazione create ad arte, hanno coinvolto (quasi) tutti i film più politicamente scorretti in competizione: stiamo parlando ovviamente di Emilia Pérez e della sua protagonista Karla Sofia Gascòn, di I'm still here e Fernanda Torres, e in piccola parte anche di The Brutalist di Brady Corbet (film che seppellisce il Sogno Americano e ricorda ancora una volta le origini violente e razziste del Nuovomondo). La sensazione è che il nuovo corso della politica a stelle e strisce sia entrato a gamba tesa anche nella progressista Hollywood, e se (come sembra) domenica prossima anche il delizioso Anora rischia di soccombere contro il convenzionalissimo e ben più "allineato" Conclave, allora si avrà la riprova dell'ombra lunga del trumpismo... ad ogni modo, sapremo tutto tra un paio di giorni.
La corsa per il Miglior Film quest'anno sembra una puntata del Grande Fratello: fatto fuori il favoritissimo Emilia Pérez (per le ragioni di cui sopra, sulle quali non voglio tornare), fatto fuori I'm still here (idem), fatto fuori The Brutalist (idem con patate), tutto lasciava presagire il trionfo di Anora (che sicuramente raccoglierà i voti dei membri più giovani e "progressisti" dell'Academy), almeno finchè a sparigliare le carte sono arrivati prima i BAFTA inglesi e poi i SAG (ovvero il sindacato degli attori) che hanno incoronato (per molti a sorpresa) Conclave... in realtà il thriller vaticanista di Edward Berger è tutt'altro che una sorpresa a livello di Award Season: rappresenta infatti il cinema conservatore, allineato, che non dà fastidio a nessuno e mette d'accordo un po' tutti, e soprattutto (a differenza del più divisivo Anora) non prende di mira il Sogno Americano tanto caro a Trump e Musk. Per i bookmakers americani Anora conserva ancora un piccolo vantaggio, ma non mi stupirei affatto se Conclave dovesse alla fine avere la meglio. Non pervenuti tutti gli altri: per The Substance, Dune, Wicked e A complete unknown ci sarà (forse) gloria nelle altre categorie, mentre per l'indipendente Nickel Boys la soddisfazione è già quella di essere arrivato in nomination.
PRONOSTICO:
ANORA 51%
CONCLAVE 49%
IL MIO PREFERITO: THE BRUTALIST
MIGLIOR REGIA
Assente in questa cinquina Edward Berger, il regista di Conclave, per Sean Baker non dovrebbero esserci grossi problemi, nemmeno nel caso che Anora non dovesse farcela a vincere l'Oscar per il Miglior Film. Fermo restando, ovviamente, che per quanto che mi riguarda la regìa di The Brutalist è talmente superiore a quella di qualsiasi altro film in gara che in ogni caso questo sarà comunque un premio "sbagliato". Ma questi sono gli Oscar, prendere o lasciare. E sono sicuro che per Brady Corbet ci saranno molte altre occasioni in futuro di portarsi a casa l'ambita statuetta.
PRONOSTICO:
SEAN BAKER 80%
BRADY CORBET 20%
IL MIO PREFERITO: BRADY CORBET
MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
Adrien Brody in The Brutalist è talmente bravo, credibile ed emozionante che "in un mondo perfetto" dovrebbe vincere a mani basse... e invece le assurde polemiche (montate ad arte) sull'uso dell' AI per ritoccare il suo accento ungherese (lingua che Brody conosce davvero per via delle sue origini) potrebbero aver spostato i voti in favore del lanciatissimo Timothée Chalamet, che comunque in A complete unknown interpreta ottimamente il grande Bob Dylan. Piccola curiosità: in caso di vittoria Chalamet diventerebbe l'attore protagonista più giovane di sempre ad aver vinto un Oscar, primato che appartiene... proprio a Adrien Brody, che lo vinse nel 2003 a 29 anni per Il Pianista. Unico terzo incomodo, in caso di trionfo su tutta la linea per Conclave, l'altrettanto ottimo Ralph Fiennes. Per Colman Domingo e Sebastian Stan invece è già tanto esserci.
PRONOSTICO:
TIMOTHÉE CHALAMET 50%
ADRIEN BRODY 40%
RALPH FIENNES 10%
IL MIO PREFERITO: ADRIEN BRODY
MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA
Tutto si deciderà allo sprint, come in una corsa di biciclette: se gli Oscar fossero una favola (o un film hollywoodiano, perlappunto...) Demi Moore avrebbe già la statuetta in tasca. Pensateci: la diva sempre poco considerata dall'Academy, mai vincitrice, mai nominata, da tempo fuori dal giro, che a sessant'anni passati indovina il ruolo della vita (seppure in un film orrendo) e tutti si ricredono su di lei. Un copione che sembrerebbe già scritto, se non fosse che le cose sono ben più complicate di come appaiono: se infatti Anora dovesse sbancare la serata, con molta probabilità l'effetto "trascinamento" sposterebbe parecchi voti sulla bellissima Mikey Madison, che segue davvero a un'incollatura. Fermo restando che, a mio modesto parere, la più brava di tutti (e non di poco) rimane la sontuosa Fernanda Torres di I'm still here. Poca gloria naturalmente per la "spernacchiata" Karla Sofia Gascòn, che sarà comunque presente alla cerimonia (a spese sue, si dice) e per la Cynthia Erivo di Wicked.
PRONOSTICO:
DEMI MOORE 55%
MIKEY MADISON 45%
LA MIA PREFERITA: FERNANDA TORRES
MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
E' una delle poche categorie dove il verdetto sembra già scritto: Kieran Culkin, fratello d'arte, ha vinto finora tutti i premi possibili (BAFTA, SAG, CCA) per la sua interpretazione in A real pain di Jesse Eisenberg, e non dovrebbero esserci dubbi per la sua vittoria. Anche se, non per voler fare il bastiancontrario, per me il mefistofelico Guy Pearce di The Brutalist gli piscia in testa (scusate il francese), così come lo straordinario Yura Borisov, picchiatore timido e dal cuore d'oro in Anora. Ecco, se Anora domenica sera dovesse stravincere (cosa poco probabile) magari potrebbe anche scapparci la sorpresa. Ma la vedo davvero difficile.
PRONOSTICO:
KIERAN CULKIN 90%
YURA BORISOV 10%
IL MIO PREFERITO: YURA BORISOV
MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA
Nonostante lo scandalo e l'ondata di (finta) indignazione che ha travolto Emilia Pérez, per Zoe Saldana le porte dell'Oscar dovrebbero aprirsi comunque: la sua performance è stata giudicata insindacabilmente emozionante e di grandissimo livello, cosa che mi troverebbe anche d'accordo se non fosse che... la Saldana nel film di Audiard è il personaggio che sta sullo schermo più di tutti e il suo nome è perfino il primo a comparire sui titoli di testa: definirla "non protagonista" mi pare francamente ridicolo, ma vabbè. Per quanto concerne le "vere" non protagoniste, Monica Barbaro e Felicity Jones si fanno valere nei loro rispettivi film (A complete unknown e The Brutalist) così come Ariana Grande, davvero sorprendente in Wicked (e forse è lei - si fa per dire - la vera antagonista della Saldana). In questa categoria compare anche l'unica nomination italiana di questa edizione, quella per la 72enne Isabella Rossellini, suora silente e arcigna in Conclave: beh, se vogliamo parlare di nomination "alla carriera" tanto di cappello, altrimenti la candidatura per un ruolo di cinque minuti (muti) in cui non muove nemmeno le palpebre, francamente la trovo surreale...
PRONOSTICO:
ZOE SALDANA 80%
ARIANA GRANDE 15%
ISABELLA ROSSELLINI 5%
LA MIA PREFERITA: FELICITY JONES
MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE
Qui Anora dovrebbe avere davvero gioco facile, indipendentemente da come andrà a finire la contesa per il miglior film. La sceneggiatura è infatti, da sempre, la categoria più "libera" da condizionamenti, quella in cui i giurati dell'Academy votano davvero il merito e sono meno influenzati da logiche commerciali e politiche. Per questo il frizzante e geniale script di Sean Baker, che nel film cambia registro innumerevoli volte passando dal dramma all'action, al noir, alla commedia, non dovrebbe avere rivali. E se i bookmakers individuano come unico possibile rivale lo sciagurato The Substance, Baker può davvero dormire tra due guanciali!
PRONOSTICO:
ANORA 70%
THE SUBSTANCE 30%
IL MIO PREFERITO: ANORA
MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
Per quanto a me non sia parsa proprio il massimo, la sceneggiatura di Conclave firmata da Peter Straughan parte favorita nei confronti di A complete unknown, Nickel boys, Sing Sing e il "reprobo" Emilia Pérez. Che comunque continuo di gran lunga a preferire.
PRONOSTICO:
CONCLAVE 70%
EMILIA PÉREZ 25%
A COMPLETE UNKNOWN 5%
IL MIO PREFERITO: EMILIA PÉREZ
MIGLIOR FILM INTERNAZIONALE
Fino a un mesetto fa la statuetta ad Emilia Pérez per il miglior film in lingua straniera era considerata poco più che una formalità dato l'enorme consenso di pubblico, di stima e di critica nei confronti di questa pellicola, anche in considerazione dell'ottimo riscontro commerciale in terra americana. Ma dopo gli scandali che hanno travolto la protagonista Karla Sofia Gascòn e le polemiche assurde legate alla reputazione del film, anche questa categoria pare essere ormai invisa al regista Jacques Audiard malgrado i goffi tentativi di quest'ultimo (e della produzione) di smarcarsi dal contesto. Succede così che a trarne beneficio potrebbe essere il brasiliano I'm still here di Walter Salles, film impegnato, solido, emozionante, in linea con i gusti dell'Academy. Va detto che i giurati europei daranno (forse) ancora la preferenza a Emilia Pérez, ma la sensazione è che Salles potrebbe davvero farcela sul filo di lana. Terzo incomodo potrebbe essere il tedesco Il seme del fico sacro, storia di esuli iraniani in Europa, troppo elitario però per la platea a stelle e strisce, mentre il bel cartone animato estone Flow e il cupo film danese The girl with the needle (che ha soffiato la nomination al nostro Vermiglio) completano una cinquina quest'anno davvero notevole.
PRONOSTICO:
I'M STILL HERE 50%
EMILIA PÉREZ 40%
IL SEME DEL FICO SACRO 10%
IL MIO PREFERITO: EMILIA PÉREZ
LE ALTRE CANDIDATURE
Dune: parte due e Wicked, poco considerati a livello artistico, dovrebbero invece rifarsi con le categorie tecniche (montaggio, effetti visivi e sonori, scenografie, costumi) mentre l'unico Oscar "sicuro" per il derelitto Emilia Pérez potrebbe essere quello per la miglior canzone originale (El mal). A livello di colonna sonora pare invece favorita la partitura musicale di Daniel Blumberg per The Brutalist, mentre invece ci sarà una bella lotta tra i cartoni animati tra Il robot selvaggio e Flow (con il primo leggermente favorito). Pressochè scontato invece il premio per il miglior trucco a The Substance, così come la vittoria di No other land tra i documentari, non fosse altro che per la grande attualità del tema (il conflitto israelo-palestinese)
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